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	<title>Muck DivesMuck Dives</title>
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	<description>una filosofia .............</description>
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		<title>LA LIBERTY A BALI E LA NICOLE A NUMANA</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia  Muck]]></category>

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		<description><![CDATA[Similitudini biologiche a migliaia chilometri di distanza Negli anni 30 del 1900 i primi viaggiatori Occidentali scoprivano Bali, la sua gente e la sua cultura, facendo nascere il mito dell’Isola degli Dei. Mentre sulle spiagge della costa meridionale  aprivano i &#8230; <a class="more-link" href="http://www.muckdives.it/2012/01/10/la-liberty-a-bali-e-la-nicole-a-numana/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><em><strong>Similitudini biologiche a migliaia chilometri di distanza</strong></em></h1>
<p>Negli anni 30 del 1900 i primi viaggiatori Occidentali scoprivano Bali, la sua gente e la sua cultura, facendo nascere il mito dell’Isola degli Dei. Mentre sulle spiagge della costa meridionale  aprivano i primi Hotel, a Tulamben, sulla costa Nord Orientale,  non doveva esserci altro che qualche capanna sulla spiaggia di sassi neri, sotto la mole minacciosa del Gunung Agung, il maggior vulcano dell’isola. Poi un giorno del gennaio 1942 una grande nave da carico colpita dai siluri di un sottomarino giapponese, entrò nella piccola baia e si arenò sulla spiaggia, con il suo carico di gomma e binari ferroviari . Gli abitanti del villaggio approfittarono di quel regalo inaspettato spogliandola di ogni oggetto utilizzabile e poi se ne dimenticarono. Per oltre vent’anni quel mostro di ferro rimase ad arrugginire sulla spiaggia finché, nel 1963 avvenne la tremenda eruzione del Gunung Agung, che sparse morte e distruzione per tutta l’isola. Quando si placò la furia del vulcano, gli abitanti di Tulamben videro che la nave non c’era più, il terremoto conseguente all’eruzione l’aveva fatta scivolare in mare, ad un centinaio di metri dalla riva, dove si era poggiata con il lato di tribordo sulla sabbia nera del fondale.</p>
<p>Nel 1978, nel corso di un raduno nazionale subacqueo, i primi sub indonesiani si immersero sul relitto della nave e ne rimasero affascinati. Nei primi anni 80 una subacquea giapponese di nome Emiko aprì il primo diving e la famiglia di suo marito aprì il primo resort, l’ormai mitico Paradise Palm Beach Bungalows. Negli anni successivi il passaparola portò qui alcuni tra i più famosi e quotati fotografi subacquei professionisti che fecero conoscere al mondo la straordinaria ricchezza biologica di quella nave sommersa. I subacquei cominciarono ad affluire da in numero sempre maggiore ed il piccolo villaggio conobbe un benessere inaspettato… la Liberty aveva reso il suo ultimo doni agli abitanti di Tulamben.</p>
<p>Oggi Tulamben è certamente il luogo d’immersione più famoso e frequentato di Bali ed i sub che non alloggiano in uno dei resort aperti sulla spiaggia negli ultimi anni, la raggiungono dalle zone turistiche della costa sud affrontano due ore di viaggio all’andata ed altrettante al ritorno….ma la fatica è ripagata dalla possibilità di compiere alcune immersioni straordinarie.</p>
<p>La baia di Tulamben ha un fondale di sabbia vulcanica e di limo portato da un piccolo fiumiciattolo, quasi sempre in secca, ma è investita dall’enorme massa d’acqua che dall’Oceano Pacifico confluisce nell’Oceano Indiano, attraversando l’arcipelago Indonesiano. Le correnti oceaniche attraversano la zona di maggior biodiversità marina del pianeta e trascinano con se un numero enorme di forme di vita allo stato larvale ed investono Bali e le isole della Sonda prima di gettarsi nell’Oceano Indiano.</p>
<p>Queste forme di vita allo stadio larvale hanno trovato nelle lamiere della Liberty un substrato sul quale fissarsi e crescere ed hanno dato così vita ad uno dei reef artificiali più straordinari al mondo. Dove fino a qualche decina di anni fa non c’era nulla se non sabbia e fango, oggi si stima che vivano oltre 500 specie diverse di pesci mentre è incalcolabile il numero di invertebrati e forme di vita sessile: i coralli duri non sono presenti in gran numero mentre coralli molli, gorgonie, spugne, antipatari, e spugne coprono ogni centimetro di metallo offrendo riparo ad un insieme strabiliante di gamberetti, granchi e nudibranchi.</p>
<p>A ben vedere, ciò che è successo a Tulamben non è diverso da quello che è accaduto anche a Numana dove le lamiere di un’altra nave affondata hanno in brevissimo tempo creato un oasi di vita straordinaria, fornendo un substrato adatto. Il Mare Adriatico ha fatto il resto, portando un numero di animali impressionante.</p>
<p>Tuttavia ciò che stupisce delle due navi, la Liberty e la Nicole, è il fatto che seppur distanti migliaia di chilometri, la loro impressionante ricchezza è unica e non trova riscontro nei siti di immersione circostanti: entrambe le navi, per motivi ancora ignoti, sono vere e proprie oasi di vita. In attesa di conoscere il motivo di questa ricchezza, non resta che farci qualche immersione.</p>
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		<title>INTERVISTA A MARCO GIULIANO (Il Subacqueo)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 21:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>muck dives</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.muckdives.it/pdf/intervista.pdf" target="_blank"><img id="image33" src="http://www.muckdives.it/wp-content/uploads/2009/05/intervistab.jpg" alt="Marco Giuliano" /></a></p>
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		<title>Notturna alle due sorelle una vera muck dive !</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2006 21:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>muck dives</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immersioni Muck]]></category>

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		<description><![CDATA[Non posso raccontare tutte le immersioni che faccio, non avrei il tempo, ma la notturna di sabato scorso è stata particolare e per me ha assunto una valenza sicuramente positiva. Il sabato sera molte persone vanno a ballare, ma a &#8230; <a class="more-link" href="http://www.muckdives.it/2006/07/06/notturna-alle-due-sorelle-una-vera-muck-dive/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non posso raccontare tutte le immersioni che faccio, non avrei il tempo, ma la notturna di sabato scorso è stata particolare e per me ha assunto una valenza sicuramente positiva.</p>
<p>Il sabato sera molte persone vanno a ballare, ma a me non piace questâ abitudine omologante e al Centro Sub Monte Conero festeggiamo a modo nostro l&#8217;arrivo dell&#8217;estate con una bella night dive!</p>
<p>Serata al top, temperatura giusta (almeno fuori dall&#8217;acqua!), compagni giusti per questa immersione.</p>
<p>E&#8217; ancora giorno e attorno alle 19:30 ci accingiamo a preparare la nostra attrezzatura: Baz è come al solito il primo, Baz rules!</p>
<p>Dopo il breve tragitto al porto, ci imbarchiamo e noto con piacere che il morale è alto!</p>
<p>Una night a Numana con l&#8217;acqua trasparente come quella di questi giorni non può che essere eccezionale!</p>
<p>La superficie del mare sembra olio, c&#8217;è una bava di vento che allevia la calura estiva.</p>
<p>Dove andiamo? La domanda ci viene formalmente posta ma ovviamente la scelta è di una persona sola <img class="wp-smiley" src="http://www.enrico.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" /></p>
<p>Destinazione due sorelle!</p>
<p>Vista la serata di grazia c&#8217;èla possibilità  di effettuare l&#8217;immersione in coppia da soli e non perdo l&#8217;occasione di propormi volontario!</p>
<p>Dopo l&#8217;ovvio rifiuto iniziale, incasso la prima vittoria!</p>
<p>Il problema ora è quello più ostico, Laura!</p>
<p>Io e te ci perdiamo, ma dove andiamo da soli, e se si esaurisce la torcia? ma tu non mi farai vedere nulla sott&#8217;acqua!, ci manca solo l&#8217;arrivo di uno squalo bianco pronto a divorarci!</p>
<p>Dopo un po&#8217; di tira e molla, contrattazioni ed occhiatacce ormai di rito, ottengo per la seconda volta la vittoria!<br />
Mi immergo con Laura ed andiamo da soli!</p>
<p>Purtroppo ho la muta che non stringe bene sul collo, il velcro è decisamente scucito ed appena mi tuffo noto spiacevolmente che entra molta acqua. Vabbè, io non sono tra i più freddolosi, resisterò!</p>
<p>Scendiamo verticali, ci diamo l&#8217;ok di rito ed iniziamo l&#8217;immersione con un gruppetto di subacquei sopra i primi massi; il gruppetto tira dritto ed io rimango incuriosito da un anfratto; scendo ancora più in basso, illumino ed un bellissimo grongo fa capolino.<br />
Chiamo subito Laura spendendo sicuramente 5 bar, ma lei mi ripaga con un ok veramente soddisfatto!</p>
<p>Se iniziamo così, chissà  il resto!</p>
<p>Dopo esserci attardati un attimino dietro il grongo, rimaniamo soli!</p>
<p>Capisco che Laura si fida di me ed io mi fido della mia bussola. Non ci sono problemi, andiamo!Il fattore &#8220;esplorativo&#8221; è veramente il sale dell&#8217;immersione!Ah, se avessi avuto la fotocamera digitale !! <img src='http://www.muckdives.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>In superficie avevo controllato che il largo lo si prendeva per 240° per cui il senso della franata andava in quella direzione; avanti Savoia, ehm in questi giorni avanti a basta!Pinneggio in compagnia della mia â€™scopertaâ€™ subacquea che però non si fida della carica della Vega 2 ed autonomamente decide di tenere la sua torcia spenta, non si sa mai ne dovessimo aver bisogno.All&#8217;andata vediamo di tutto, gamberi sotto ogni scoglio, granchi delle specie più diverse e spirografi attaccati sopra ogni masso che sembrano come alberi indicarci il nostro percorso immaginario!</p>
<p>Dopo circa 15 minuti arriviamo in un punto dove finiscono le rocce ed inizia la sabbia, ma non proprio la sabbia del bagnasciuga, piuttosto sassi di qualche centimetro colorati di un giallo-verde che sa di vita.</p>
<p>Dopo pochi attimi, vedo con estrema soddisfazione il primo calamaro numanese che sembra decisamente incuriosito dalle nostre Vega 2: per dimostrare a Laura la mia felicità  perdo altri 10 bar!</p>
<p>Avanziamo pochi metri per la nostra muck dive personale e ci imbattiamo nel secondo calamaro ancora più incuriosito: per nulla intimorito inizia a sbattere contro la torcia e appena capisce che non l&#8217;avrà  mai vinta ci saluta lasciandoci un pò d&#8217;inchiostro, rimanendo però in zona per vedere cosa facciamo. Calamaro curioso!</p>
<p>Ci lasciamo il nostro amico nottambulo alle spalle e subito capiamo chi comanda su questo tratto di fondale: il granchio dalle lunghe chele!</p>
<p>Dai, ora posso dirlo, non devo essere così volgare, bisogna chiamare questi crostacei con il loro nome!</p>
<p>E diamine, siamo al Centro Sub Monte Conero, mica in un diving qualunque!</p>
<p>Granchio Partenope, appartenente alla specie Parthenope Angulifrons si trova sui fondali sabbiosi misti a fango da -10 a -30 metri, sulle ascidie, sulle spugne e sotto le pietre: l&#8217;habitat è decisamente quello giusto!</p>
<p>Ne vediamo diversi, ma Laura inizia a bussarmi ed a tirare le mie pinne: vuole che invertiamo la rotta, vuole tornare alla base!</p>
<p>Un pò di fiducia va bene, ma meglio se a piccole dosi!</p>
<p>Che problema c&#8217;è, 240Â° meno 180Â° fanno 60Â°.</p>
<p>Metto la linea di fede per 60° e come per magia, dopo 2-3 minuti ritroviamo con piacere i primi massi.</p>
<p>Non faccio in tempo a girarmi per chiedere se è tutto ok che vedo una strana coda azzurrina rintanarsi velocemente!</p>
<p>Astice, anzi ASTICE!</p>
<p>Urlo a ripetizione ASTICE, ASTICE e perdo inesorabilmente altri 5 bar.</p>
<p>Lei capisce subito il sonoro e forse anche il labiale, ma la vittima dei nostri sguardi indiscreti è più veloce e rapidamente cerca di far perdere le tracce!</p>
<p>Oggi però ho qualche immersione in più sulle spalle e non mi faccio prendere dallo sconforto; piazzo Laura davanti alla fessura e giro attorno al masso per cercare di puntare la torcia sull&#8217;uscita secondaria per far tornare l&#8217;astice nei pressi della mia compagna d&#8217;avventura.</p>
<p>Come immaginavo, ci riesco al volo e Laura non può  fare altro che complimentarsi energicamente con me come non aveva mai fatto.<br />
Perdiamo assieme 10 bar, nel senso 10 io e 10 lei per un totale di 20!</p>
<p>Comunque veniamo a noi, dopo tutto questo entusiasmo non vorrei perdere il filo istruttivo:-)</p>
<p>Astice, appartenente alla specie dei Homarus Gammarus, grande crostaceo decapode che di giorno rimane intanato in spacchi fra le rocce mentre di notte lo si può trovare a spasso in cerca di molluschi, vermi e organismi morti.</p>
<p>Ok, let&#8217;s come back ed iniziamo il ritorno alla base.</p>
<p>Intanto i 20 gradi dell&#8217;acqua che costantemente bagnano la mia schiena li percepisco sempre più freddi e mi rendo conto benissimo di aver consumato molta aria, ma come non essere soddisfatto di questa immersione?</p>
<p>Faccio strada e cerco di tenere sempre d&#8217;occhio la bussola con i 60° impostati.</p>
<p>Mentre torniamo Laura non si fa sfuggire un bellissimo nudibranco sopra un alga. Abbiamo trovato una flabellina affinis di 2 o 3 centimetri assieme ad un altro esemplare di pochi millimetri che se non fosse stato per Laura non avrei mai visto!</p>
<p>La flabellina affinis si accoppia e depone le uova su colonie di idroidi di cui abitualmente si nutre: tale dieta le permette di trasferire nelle appendici dorsali le cellule urticanti degli idroidi ingeriti, risultando così pericolosamente indigesta a potenziali aggressori. Bello eh?! <img class="wp-smiley" src="http://www.enrico.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" /></p>
<p>Intanto riusciamo a scorgere un bagliore, altri subacquei si stanno muovendo verso di noi.</p>
<p>Appena li incontriamo capisco che non si tratta di subacquei qualunque: si tratta dell&#8217;armata rossa, quella fatta di carri pesanti che non si fermano di fronte a nulla!</p>
<p>In effetti cappeggia il generale Guru e siccome non mi sono in precedenza accodato, con fare autoritario mi indica la direzione per trovare la cima di ormeggio e risalire in sicurezza.</p>
<p>Io capisco benissimo e sapendo di non avere molta aria provo ad andare verso il gommone, ma mi lascio trascinare da Laura che inaspettatamente mi chiede di seguire il gruppo.</p>
<p>Anche se conoscevo bene la mia carenza d&#8217;aria non avrei mai pensato che l&#8217;immersione dell&#8217;armata rossa iniziasse solo in quel momento, ma immaginavo e speravo che la loro immersione stesse volgendo al termine come la mia.</p>
<p>Ci mettiamo nella scia e capisco subito di aver sbagliato, sono diretti verso il largo, l&#8217;armata rossa non è soddisfatta di un solo giro, ne servono almeno due! Inoltre l&#8217;armata rossa fa un respiro ogni dieci minuti per cui dispone di quantità d&#8217;aria industriali!</p>
<p>Io, al contrario, ne ho poca e mi confronto con Laura: le faccio notare che a me rimangono solamente 40 bar mentre lei ne ha almeno 30 in più e può reggere benissimo il ritmo.</p>
<p>Appena Laura afferra la situazione non perde l&#8217;occasione di andare dal generale e chiedere al più presto una verifica dell&#8217;aria.</p>
<p>Per la prima volta da noi sono il più scarso e dopo gli scontati insulti subacquei mi attacco al cordone ombelicale giallo come un tornado in rifornimento aereo e faccio gli ultimi 10 minuti al rimorchio.</p>
<p>Per l&#8217;occasione accendiamo le due luci bianche in verticale visibili per 360°.</p>
<p>Mi vergogno un pò ma ricordo subito le gelide sentenze a volte educative di Giallino: &#8220;prendi e metti in saccoccia!&#8221;.</p>
<p>Con queste parole in mente facciamo le ultime pinneggiate insieme e ritroviamo prontamente la cima; mi stacco dal mio &#8220;serbatoio&#8221; d&#8217;aria ed utilizzo gli ultimi bar per stare il giusto tempo in sosta di sicurezza.</p>
<p>Poi, ovviamente, la risalita, gli sberleffi goliardici che non potevano mancare e la cena succulenta al Beach che in allegria ci porta oltre mezzanotte.</p>
<p>Nonostante la mia figura non proprio esemplare, stranamente (per me) non mi perdo d&#8217;animo e mi godo allegramente il ricordo anche i giorni successivi, nell&#8217;attesa che possa far arrabbiare di nuovo il generale <img class="wp-smiley" src="http://www.enrico.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=":-)" /></p>
<p>&#8220;Tutto scorre&#8221; dicevano i filosofi, ma com&#8217;è¨ giusto che sia, le esperienze rimangono durevoli nel tempo a formare perentoriamente un bagaglio di valore inestimabile!</p>
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